v per viviesco
27 Gennaio 2026

Fotovoltaico su scala utility: opportunità e criticità ambientali

foto news 1

La diffusione degli impianti fotovoltaici di grande taglia è oggi uno dei pilastri della transizione energetica globale. L’ultimo rapporto di IRENA – Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili – analizza in modo approfondito come il solare utility scale interagisca con ambiente, territorio e comunità locali, mettendo in luce sia i vantaggi sia le questioni più delicate.

Crescita del fotovoltaico e ruolo nella transizione energetica

Il solare è attualmente la tecnologia rinnovabile con il tasso di crescita più elevato a livello mondiale. Solo nel 2024 ha rappresentato oltre tre quarti della nuova capacità rinnovabile installata, contribuendo in maniera determinante all’espansione complessiva delle fonti green.

Dal 2015 a oggi la potenza fotovoltaica globale si è moltiplicata di oltre otto volte, modificando in profondità gli equilibri dei sistemi elettrici. Negli scenari compatibili con il contenimento dell’aumento della temperatura globale entro 1,5 °C, il fotovoltaico è destinato a coprire una quota sempre più ampia della produzione elettrica rinnovabile entro il 2050.

Una crescita così rapida, tuttavia, rende fondamentale un’analisi attenta degli effetti ambientali a livello locale.

Riduzione delle emissioni: il contributo climatico

Dal punto di vista climatico, il bilancio del fotovoltaico è ampiamente positivo. Secondo IRENA, gli impianti installati tra il 2019 e il 2023 hanno evitato ogni anno oltre un gigatonnellata di emissioni di gas serra, contribuendo in modo significativo alla riduzione delle emissioni globali.

Nel lungo periodo, la progressiva sostituzione delle centrali alimentate a carbone e gas con impianti solari potrebbe portare a tagli ancora più consistenti di CO₂ entro metà secolo.

Oltre alla mitigazione climatica, il fotovoltaico contribuisce anche a ridurre sostanze inquinanti come ossidi di azoto, biossido di zolfo e polveri sottili, con effetti positivi sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica, soprattutto nelle aree urbane e industriali.

 

Uso del suolo: una questione centrale

Tra i temi più dibattuti c’è l’occupazione del territorio. Gli impianti utility scale richiedono superfici estese e questo può generare conflitti con l’agricoltura o con altri usi del suolo, in particolare nei Paesi densamente popolati o con limitata disponibilità di terreni fertili.

 

L’estensione necessaria varia in base a fattori tecnologici, geografici e progettuali, ma mediamente si colloca tra 1 e 4 ettari per megawatt installato.

Le analisi riportate da IRENA indicano tuttavia che, anche negli scenari di massima espansione, la quota di territorio nazionale occupata dal fotovoltaico rimarrebbe contenuta in molti grandi Paesi. Questo suggerisce che, con una pianificazione adeguata, il solare non rappresenta una minaccia strutturale per l’uso del suolo.

 

Biodiversità e habitat naturali

Le criticità emergono soprattutto quando gli impianti vengono realizzati in aree ecologicamente sensibili.

 

Durante la fase di costruzione possono verificarsi:

perdita o frammentazione degli habitat;

compattazione ed erosione del suolo;

alterazioni del deflusso delle acque;

disturbo alla fauna locale.

 

In fase operativa, la presenza dei moduli può influenzare il microclima, la temperatura del terreno e i livelli di umidità, con effetti sulla vegetazione.

Un’attenzione particolare riguarda l’avifauna: in alcuni contesti sono stati registrati casi di collisione o elettrocuzione, legati anche alle infrastrutture elettriche connesse agli impianti.

Allo stesso tempo, in aree aride o degradate il fotovoltaico può generare effetti positivi inattesi. L’ombra dei pannelli può favorire la ricrescita della vegetazione e contribuire al recupero di siti compromessi, dimostrando che l’impatto dipende fortemente dal contesto e dalla qualità della progettazione.

 

Materie prime e filiera produttiva

Un altro aspetto cruciale riguarda i materiali necessari per la produzione dei moduli: alluminio, rame, argento e altre risorse minerarie.

L’aumento della domanda globale comporta inevitabilmente pressioni ambientali legate all’estrazione, al consumo di acqua e alle emissioni associate alle attività minerarie. Per questo motivo diventa strategico rafforzare:

il riciclo dei materiali a fine vita;

il riutilizzo dei componenti;

la progettazione in ottica di economia circolare;

filiere di approvvigionamento più sostenibili e trasparenti.

Considerare l’intero ciclo di vita dell’impianto è essenziale per garantire la coerenza ambientale della transizione energetica.

 

Quando il fotovoltaico genera valore per il territorio

Se correttamente integrati, gli impianti su larga scala possono produrre benefici che vanno oltre la semplice produzione di energia.

Tra le opportunità più interessanti:

 

recupero di aree industriali dismesse o siti degradati;

riduzione dell’evaporazione e mitigazione dei fenomeni di desertificazione;

incremento della biodiversità grazie a una gestione mirata della vegetazione;

integrazione con attività agricole e pastorali (agrivoltaico e pascolo).

 

In alcuni casi, queste sinergie hanno migliorato la redditività agricola e contribuito alla riqualificazione economica e immobiliare delle aree interessate.

 

Il ruolo delle politiche pubbliche

Secondo IRENA, per minimizzare gli impatti e massimizzare i benefici è necessario adottare un approccio integrato.

 

Strumenti chiave includono:

valutazioni di impatto ambientale approfondite;

analisi cumulative degli effetti sul territorio;

pianificazione preventiva delle aree idonee;

coinvolgimento attivo delle comunità locali.

Oggi solo una parte dei progetti integra sistematicamente misure ambientali avanzate. Rafforzare questi strumenti è fondamentale per garantire uno sviluppo del fotovoltaico su scala utility che sia non solo rapido, ma anche sostenibile e condiviso nel lungo periodo.

 

articolo tratto da www.rinnovabili.it




foto news 2
TUTTE LE NEWS
certificazione
Privacy & Cookie policy Codice etico Whistleblowing Valutazione Rischi 231 Dichiarazione di accessibilità viviesco su linked in

VIVIesco Srl - Via del Perlar 2 - 37125 Verona - P.Iva e C.F. 00879660199
Controllata da Vivigas S.p.A. - Società a Socio Unico - Via Vittorio Emanuele II, 4/28 - Roncadelle (BS), 25030
Web project by Visualevent Srl

VIVIesco,
l'Energy Service Company
di VIVIenergia dedicata
all'efficienza energetica

vivienergia
richiedi informazioni
richiedi informazioni

CONTATTACI PER MAGGIORI INFORMAZIONI