La trasformazione del sistema energetico globale sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da un’intensità di capitale senza precedenti. Secondo il report The Energy Transition’s Next Chapter di Boston Consulting Group, gli investimenti complessivi nel settore energia raggiungeranno i 10.000 miliardi di dollari nel periodo 2024–2030, con un incremento del 40% rispetto al ciclo precedente.
Non si tratta più soltanto di ottimizzare infrastrutture esistenti: la priorità diventa costruire nuovi impianti, reti e sistemi di accumulo su larga scala, in tempi rapidi e con risorse ingenti.
Una transizione sempre più capital intensive
La crescita della domanda elettrica, l’espansione dei data center legati all’intelligenza artificiale, l’elettrificazione dei consumi e l’aumento dei costi infrastrutturali stanno cambiando radicalmente lo scenario.
Come sottolinea Laura Villani, Managing Director e Senior Partner di Boston Consulting Group, la sfida non è più solo tecnologica o normativa: la vera partita si gioca sulla capacità industriale e organizzativa di realizzare progetti complessi, garantendo al contempo sicurezza energetica, sostenibilità economica e continuità degli approvvigionamenti.
La transizione, quindi, diventa una questione di execution: chi saprà costruire infrastrutture più velocemente e in modo efficiente determinerà il ritmo del cambiamento.
I sette cambiamenti strutturali che stanno ridisegnando il settore
Il report individua sette dinamiche chiave che stanno influenzando il nuovo capitolo della transizione energetica.
1. Sicurezza energetica al centro delle strategie
Stati Uniti, Europa e Cina stanno riorientando politiche industriali e investimenti per ridurre dipendenze critiche e rafforzare le catene di fornitura. La competizione su batterie, pannelli solari e componenti strategici si intensifica, mentre la dimensione geopolitica diventa sempre più rilevante.
2. Pressione sui prezzi dell’energia
Il costo dell’energia rappresenta un tema sensibile per famiglie e imprese. In Europa, ad esempio, i prezzi per utenti industriali e residenziali risultano significativamente superiori rispetto a quelli di economie come Stati Uniti, India o Cina. Questo divario incide sulla competitività e mette alla prova il consenso pubblico verso le politiche climatiche.
3. Un “superciclo” della domanda elettrica
La crescita dei data center alimentati dall’AI, l’elettrificazione dei trasporti e del riscaldamento e l’aumento dei consumi nei Paesi emergenti stanno spingendo la domanda elettrica in una fase di espansione strutturale.
Negli Stati Uniti si prevede un incremento particolarmente marcato entro il 2030, ma la dinamica riguarda anche Cina, India ed Europa. In molte economie dell’ASEAN e in diversi Paesi africani, urbanizzazione e crescita demografica contribuiranno ulteriormente ad ampliare il fabbisogno energetico.
4. Ritorno di gas e nucleare
Accanto alle rinnovabili, gas naturale e nucleare stanno tornando al centro delle strategie nazionali. Molti governi considerano queste fonti essenziali per garantire stabilità alla rete in sistemi caratterizzati da una forte presenza di rinnovabili intermittenti.
Parallelamente, cresce la domanda globale di GNL (gas naturale liquefatto), con un numero sempre maggiore di Paesi che investono in infrastrutture di importazione per rafforzare la sicurezza energetica.
5. Costi infrastrutturali in aumento
Uno dei nodi più critici riguarda l’esplosione dei costi per la realizzazione di nuove infrastrutture elettriche. Oggi costruire linee di trasmissione e reti avanzate è molto più oneroso rispetto al passato, a causa della complessità tecnologica, della carenza di manodopera qualificata, delle supply chain concentrate e delle lunghe procedure autorizzative.
Il cosiddetto permitting time – l’iter per ottenere tutte le autorizzazioni ambientali e tecniche – può richiedere fino a 8–10 anni in alcuni Paesi occidentali, rallentando l’implementazione dei progetti e aumentando il peso dei costi fissi nel sistema elettrico.
6. Domanda persistente di petrolio e gas
Nonostante l’accelerazione delle rinnovabili, la domanda di petrolio e gas resta elevata, soprattutto in settori difficili da elettrificare come aviazione, trasporto pesante e petrolchimica. Questo scenario mantiene stabili gli investimenti upstream, che continueranno a rappresentare una componente significativa del mercato energetico nei prossimi decenni.
7. Divergenza nei costi tecnologici
Se solare, eolico e batterie hanno registrato una drastica riduzione dei costi nell’ultimo decennio, altre tecnologie fondamentali per la decarbonizzazione profonda – come idrogeno verde, cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS) e sistemi di accumulo di lunga durata – risultano ancora più costose del previsto, rallentandone la diffusione.
Una transizione non lineare, ma irreversibile
Il messaggio del report di Boston Consulting Group è chiaro: la transizione energetica non segue un percorso lineare, ma continua a progredire.
Per accelerarne il ritmo saranno cruciali tre direttrici:
ridurre i costi complessivi del sistema energetico;
concentrare gli investimenti su tecnologie già competitive;
coinvolgere attivamente cittadini e imprese nella costruzione del nuovo modello energetico.
I prossimi anni saranno determinanti non solo per la velocità del cambiamento, ma anche per la sua qualità. La sfida non è più se la transizione avverrà, ma come e con quale capacità di trasformare in realtà industriale gli obiettivi climatici.
articolo tratto da esgnews.it
VIVIesco Srl -
Via del Perlar 2 - 37125 Verona -
P.Iva e C.F. 00879660199
Controllata da Vivigas S.p.A. - Società a Socio Unico -
Via Vittorio Emanuele II, 4/28 -
Roncadelle (BS), 25030
Web project by
Visualevent Srl
VIVIesco,
l'Energy Service Company
di VIVIenergia dedicata
all'efficienza energetica